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PAGINA DI STORIA SEZIONALE Riduci

I Trekking in Lessinia degli anni ‘80

Correva l’anno 1984 quando la sezione  organizzò la seconda edizione del trekking in Lessinia, divenuta famosa –tanto da meritare articoli di stampa-  per  l’alto numero di partecipanti e la dura lotta scatenatasi quasi subito con un meteo inclemente e successivamente con un pericoloso  torrente in piena che ha stravolto  il programma iniziale.  La cronaca dettagliata di questa avventura (e di tutte le altre edizioni del trekking) è ancor oggi conservata nell’archivio della sezione  e l’intenzione è quella di ricavarne un libro da pubblicare prima o poi. Quella che proponiamo di seguito è la versione “epica” di quella famosa seconda edizione, scritta da Franco Mazo, uno dei partecipanti e socio storico della sezione,  che evidentemente oltre ad essere un grande appassionato di montagna e a tutt’oggi instancabile camminatore riesce benissimo a tradurre in versi  il suo sottile e figurato humor

 

 

AGOSTO 1984: DIARIO GIORNALIERO DELLA BATTAGLIA SOSTENUTA DAI TRECCHINISTI DEL CAI LESSINIA (visto per immaginazione).

Mercoledì 8

L’esercito trecchinista parte dalla città di Boscochiesanuova, sotto un sole bellissimo, col morale molto alto. Giunge alla città di Giazza senza incontrare nessun nemico. Si mangia, si beve e si dorme fiduciosi nell’indomani.

Giovedì 9

Come il comandante da la sveglia, sorgono i primi dubbi, tuttavia l’esercito riparte verso l’altopiano del Campon, incontriamo una scarsa resistenza da parte del nemico. I trecchinisti sono accolti con tutti gli onori dai comandanti della città di Campo e da questi rifocillati. Ma il nemico non dorme, anzi, con grandi bordate, senza interruzioni costringe l’esercito trecchino per ben tre ore sulla difensiva. Alla fine, per maggioranza si decide di tentare di sfondare. Per i primi chilometri niente di nuovo; il duro non è lontano dal Passo delle Scalette. Qui aspetta l’esercito nemico al comando del generale REGHEN REGHEN LI PICCHIA, aiutato dall’alleato generale LARION LI ATTERRA. Per l’esercito trecchino non c’è niente da fare, non resta che ritirarsi nella vicina fortezza demaniale: EL TAMISO e  quindi prepararsi per passare la notte.

Venerdì 10

Dopo una notte passata alla peggio meno e un’abbondante colazione a base di panini marca: “Mangeremo quando si può” e vedendo che l’alleato generale IL TEMPO SI FA BEL non arriva, lo stato maggiore decide una ritirata strategica. Al grido di “coraggio buteiscapen!” si spalanca la porta della fortezza e giù a tutta birra fino alla città di Giazza. Purtroppo le peripezie della notte e della mattinata, spezzano l’animo di alcuni trecchinisti che si arrendono al nemico.  A Giazza dopo l’operazione asciugapanni e riempistomaco il consiglio di comando decide la partenza per la roccaforte dei Ronchi e su per la valle fino al passo Pertica, da qui si ridiscende fino al fondovalle  che è già pomeriggio inoltrato. All’improvviso ecco comparire poco lontano l’ammiraglio LA PIENA imbaldanzito dai successi avuti, fa saltare le dighe e il fondovalle si riempie d’acqua. Per l’esercito trecchino è come una mazzata, mentre già si pregustava il meritato riposo nella roccaforte. Lo sbandamento è pressoché totale, i nervi ben saldati crollano, girovagando qua e là  in preda al terrore di incontrare la banda del colonnello LANOTTE L’E’ RIVA’ e del famigerato  capitano LA STRADA S’E’ PERDUA. Tutto questo si avvera, i soldati trecchini tallonati da queste bande giungono finalmente, come spettri, nell’amica città di Ala.

Sabato 11

Dopo una buona dormita i prodi trecchini si alzano con l’intenzione di ripartire, ma due agenti nemici, il tenente TU-TU e il capitano LA STRADA FERRATA infiltratisi nottetempo con una martellante propaganda riescono a far arrendere altri 4 trecchini. Amareggiati dalla nuova decimazione i restanti prendono la via della Val Bona detta la Vecieta. Le insidie non sono finite perché qui li attende il colonnello L’E’ DURA con tutti i suoi reparti. Ma i trecchini, temperati dalle battaglie di questi giorni non si lasciano intimorire e passo dopo passo arrivano a  Podesteria, ormai sicuri di aver vinto!

Gianfranco Mazo

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