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SCIALPINISMO IN PICCOLE DOLOMITI

CIMA CAREGA 2250m.

Gita scialpinistica inizialmente programmata per  metà gennaio e sospesa per assoluta mancanza di neve (prima parte dell’inverno assolutamente anomala quella trascorsa …) è stata riproposta sabato 12 Marzo. Stavolta di neve ce n’era, anche troppa e ha reso più impegnativo l’itinerario che si è svolto con partenza da S. Giorgio alle 7.15 sci ai piedi, vista l’impraticabilità della strada che saliva da Giazza verso Revolto ben prima del Lagosecco. Salita senza problemi lungo il Vallone e poco prima di Cima Trapola sono state tolte le pelli per scendere indirezione ESE e con prudenza il ripido pendio di neve compatta verso la Valle di Revolto fino all’altezza del sentiero estivo.  Qui il gruppo si è diviso: una parte ha seguito l’esile traccia verso il passo Pertica mentre gli altri, visto l’abbondante innevamento hanno deciso di proseguire la bella discesa del canale verso il fondovalle, ed entrambe le soluzioni si sono rivelate praticabili anche se con difficoltà data soprattuttola molta neve presente che ha reso delicato il passaggio sia sul fianco della breve cresta che discende al Passo Pertica da un lato che la discesa nel bosco nell’altro itinerario per la tanta neve ormai molle. Discesa che si è conclusa nei pressi del rifugio Boschetto (la parte di bosco più fitta e ripida è stata attraversata seguendo nell’ultimo tratto l’esile traccia del sentiero che proveniva da Malga Mandriello. Dopo una iper veloce risalita per scorciatoie dal Boschetto, il gruppo si è di nuovo riunito al passo Pertica e si è proseguito assieme lungo la traiettoria della strada. Punto delicato (ma già si sapeva)  l’attraversamento dei pendii svalangati nel  tratto dopo la galleria, per fortuna la neve era abbastanza soffice da permettere il passaggio con gli sci. Si è scelto poi di continuare  la salita seguendo grossomodo la traiettoria del sentiero della direttissima per il rifugio Fraccaroli, raggiunto intorno a mezzogiorno dagli ultimi del gruppo. Qualcuno ha proseguito sci ai piedi fino alla vicina vetta per poi rifugiarsi nel locale invernale del rifugio a riprender fiato. Peccato che la nebbia, arrivata fitta nel frattempo abbia guastato la prima parte della discesa lungo il vallone della Teleferica, perché  la neve era ancora buona. Le tracce di salita si sono rivelate provvidenziali per non perdersi nella caligine generale. Scesi perciò per gran parte lungo l’itinerario di salita e dopo una sosta al rifugio Pertica rientrati a S. Giorgio seguendo tutto il sentiero estivo per il passo Malera che erano le 16.40 circa.

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