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CIMA D’ASTA 2847m.

Gita inserita nel calendario sezionale attività 2013 ed effettuata sabato 16 Marzo scorso, anticipata di un giorno rispetto alla data fissata per sfruttare al meglio una finestra di bel tempo annunciata dalle previsioni meteo. Decisione questa presa all’ultimo momento ma che non ha creato problemi, visto l’esiguo numero di partecipanti. In effetti la giornata è stata davvero splendida anche se freddina.

Partiti da Malga Sorgazza, 1440m. alla testata della val Malene (valle laterale della Valsugana dopo Strigno) fino al rifugio Brentari seguito grossomodo l’itinerario estivo, prima per strada forestale e poi per pendii aperti a tratti abbastanza ripidi. Poi deviato a sinistra nei pressi del rifugio e costeggiando il vicino laghetto di Cima d’Asta 2451m, puntato all’evidente canale dei Bassanesi alla sinistra della possente parete della cima. Risalito a fatica questo ripido canale, sci ai piedi (con naturalmente i rampant inseriti) fin sulla forcella 2642m, da dove a destra parte la cresta nevosa finale. Messi a spalla gli sci e calzati i ramponi, piccozza in mano sono stati risaliti questi ultimi 200 metri di ripida ma ampia cresta, ben innevata e affilata solo nei metri finali. Meno di 4 ore la salita completa. Discesa effettuata inizialmente sull’altro versante, in sci direttamente dalla cima su bel pendio, ripido e gonfio di neve che però preludeva alla fine una ulteriore breve risalita, 100 metri scarsi di dislivello fatti di nuovo con sci a spalla e ramponi ai piedi lungo un ripido canalino (o paretina nevosa alla sua destra) per scavalcare nel suo punto debole -la Forzelletta- la costola che discende dalla vetta e così ritornare sul versante di salita. Fatto ciò anziché proseguire la discesa verso il rifugio Brentari e quindi i pendii percorsi in salita, abbiamo deviato  a sinistra scendendo a mezza costa per dossi a tratti anche ripidi, verso l’estrema sinistra e fino allo stretto imbocco di un canalone adocchiato lungamente da sotto, all’inizio della salita. Discesi con prudenza il canalone ripido, incassato e stretto dall’inizio alla fine. Usciti indenni anche da questo tratto di discesa, in breve ci siamo ricongiunti con la traccia fatta in  salita a fondovalle, poi ancora un tratto nel bosco rado, sconnesso ma a lieve pendenza, di nuovo la strada forestale e quindi alla macchina. 

Itinerario questo nel complesso abbastanza impegnativo, sia per il dislivello che per i vari cambiamenti di “assetto” effettuati, ma di grande soddisfazione e che permette di salire e attraversare sciando Cima d’Asta, la regina del gruppo dei Lagorai. Grazie al capo gita Davide “Drofe”

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