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PIZ BERNINA 4048 m. 6-7 Agosto 2016

Gita sezionale effettuata con condizioni di tempo stabile e soleggiato ma ventoso, con raffiche violente sulle dorsali in alta quota.

In auto percorrendo la Valtellina erisalendo la Val Malencofino alle dighe di Campo Moro e poi a piedi, attraversata la diga  inferiore, imbocchiamo il buon sentiero che da subito si inerpica sui fianchi boscosi della montagna. Altro tratto ripido porta al rifugio Carate e alla Bocchetta delle Forbici poco oltre. Segue  un tratto più tranquillo per poi tornare a salire ripido sui contrafforti che sostengono il rifugio Marinelli. Le 3 ore riportate sulle guide per giungere fin qui sono molto tirate.

Dal rifugio Marinelli in direzione NE seguiamo segnavia e ometti tra massi e sfasciumi, piegando a sinistra alla testata del catino roccioso per raggiungere il passo Marinelli Occidentale. Oltrepassato il Passo, poco sotto montiamo sulla Vedretta di  Scersen(corda e ramponi da questo punto in poi) che si percorre fino alla base del ripido canalone di neve e ghiaccio della Cresta Guzza. Risalito il Canalone in centro, districandoci tra i numerosi crepacci presenti, per un buon tratto per poi  verso la parete destra or. sotto la verticale del rifugio Marco e Rosa (visibile da più in basso), dove inizia il tratto roccioso attrezzato che risaliamo per arrivare direttamente al rifugio soprastante. Scala metallica iniziale ondeggiante, cambre e piattelleper gradinispesso oscillanti, catena lasca ancorata a lunghi intervalli e su lunghi, inducono a usare molta prudenza nel percorrere questo tratto ed eventualmente valutare la risalita diretta dell’ultima parte (quella più ripida in realtà) del canale ghiacciato se in buone condizioni, per sbucare direttamente sulla Forcella poco a valle del rifugio.

Abbiamo quindi risalito direttamente il pendio nevoso alle spalle del rifugio Marco e Rosa fin nel punto più alto, dove abbiamo superato un canalino di misto arrivando così alla base della Spalla. E qui abbiamo deciso di non proseguire oltre causa il forte vento, l’ora tarda e soprattutto il tratto roccioso della spalla ora più visibile, giudicato troppo impegnativo per le nostre condizioni del momento. Ridiscesi perciò ripercorrendo il lungo itinerario di salita fino a valle.

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