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  Riduci

ALPHUBEL 4206 m.

Le condizioni meteo non stabili hanno impedito lo svolgimento completo della gita scialpinistica programmata sulle Alpi Svizzere. Tuttavia non volendo rinunciare completamente  e confidando in una finestra di tempo variabile prevista per la giornata di domenica si è deciso di partire ugualmente con l’obbiettivo di salire la cima dell’Alphubel, rinunciando  da subito al Rimpfischhorn più impegnativo e remoto.

Sabato dedicato alla salita al rifugio Taschutte 2707m. arrivando a Tasch ((vallata di Zermatt) attraverso il Passo del Sempione e salendo in auto per stradina stretta ma asfaltata (indicazioni Ottavan) fin dove l’innevamento lo permetteva (circa 1850m. nel nostro caso piccolo slargo dove parcheggiare, prima di un ponte e appena oltre una tabella  su imbocco mulattiera con indicazioni per il rifugio). Proseguito a piedi sci in spalla su sentiero battuto e mulattiere fino al rifugio, causa innevamento quasi nullo sul versante della valle percorsa. Passati più avanti attraverso un gruppo di chalet deserti data la stagione, capolinea della strada che sale da valle e che noi abbiamo percorso in auto nel tratto inferiore. Bello il piccolo rifugio scorto nella nebbia su uno sperone erboso. Domenica mattina partenza di buon ora dopo una leggera nevicata notturna, con cielo in gran parte rasserenato ma con quasi tutte le cime più alte avvolte da un cappello di nubi, su traccia battuta e calzando gli sci poco dopo  e seguendo la relazione, ossia  costeggiando una lunga parete rocciosa che si innalza verso est dal rifugio. Sempre mantenendo tale direzione siamo pervenuti ai primi dossi glaciali per poi risalire il ramo di destra (per chi sale) del Alphubel Gletsher  fino a un’ampia terrazza superiore a quota 3500m. circa, dove si piega a sinistra per salire un breve e ripido (all’apparenza) pendio; superatolo con numerosi zig zag e percorso il tratto seguente a pendenza moderata siamo pervenuti finalmente al colle Alphubeljoch 3773m. Fin qui proceduto slegati, proseguendo oltre la prudenza consigliava di legarsi in cordata per attraversare con direzione nord, in piano o leggera discesa il ghiacciaio, descritto con crepacci potenzialmente insidiosi e che scende proprio dalla cima,  fino a individuare il pendio  giusto  da percorrere che con salita ripida porta direttamente in vetta. Solo che a questo punto, con la parte superiore dei pendii sempre nascosti dalle nubi basse nessuno se l’è sentita di proseguire oltre e di infilarsi quindi nella nebbia che stazionava  poco più in alto e così abbiamo piegato a destra percorrendo ancora un tratto in leggera salita fino al margine del colle, punto panoramico dove abbiamo tolte le pelli per tornare a valle. Seguito il percorso fatto in salita, con una discesa entusiasmante fatta su quei pendii e ottime condizioni della neve.

giuseppe

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01 Il rifugio all'alba Riduci
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02 si calzano finalmente gli sci Riduci
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03 in salita sui pendii glaciali Riduci
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04 sul margine del colle 3890 m. circa Riduci
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05 discesa su pendii immacolati Riduci
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06 si ridiscende a valle Riduci
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